Il Diabete rappresenta uno degli obiettivi che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha definito “emergenza sanitaria prioritaria” insieme alla Tubercolosi e alla Malaria. A livello di sanità pubblica ciò comporta uno screening esteso della popolazione generale al fine di identificare precocemente le persone affette e di seguirle nel follow-up delle loro complicanze croniche.

Da una diagnosi precoce può derivare una scelta terapeutica sempre più efficace per le caratteristiche del singolo paziente e non semplicemente per la sua patologia.
Il Diabete riconosce diverse cause che ne permettono una classificazione: Diabete tipo 1 (Diabete insulino dipendente spesso a patogenesi autoimmune), Diabete tipo 2 (Diabete insulino resistente spesso associato a obesità), Diabete tipo 1 a lenta insorgenza (LADA), Diabete secondario a varie patologie (malattie del pancreas, del fegato, dell’ipofisi, del surrene ecc.) e a vari trattamenti farmacologici (esempio il cortisone), Diabete Gestazionale (Diabete che si manifesta in gravidanza e che scompare al termine della stessa per poi eventualmente ripresentarsi a volte a distanza di anni).

La terapia è evoluta sia nel tipo 1 che nel tipo 2: nel primo caso l’avvento ormai consolidato degli analoghi dell’insulina ha consentito un miglior controllo metabolico su base farmacocinetica, con la possibilità di essere utilizzata anche con i microinfusori e i patch pump, strumenti entrambi riservati ai casi di difficile controllo metabolico o per brevi periodi di tempo. Nel tipo 2 vi è stata una notevole scoperta di nuove molecole che fondandosi sulle più moderne teorie della patogenesi della malattia hanno permesso di correggere i diversi difetti fisiopatologici del singolo paziente adattando una terapia sempre più personalizzata.

Alla luce di questa breve introduzione che dà solo un’idea nell’enorme mole di dati che la ricerca produce continuamente credo che un portale oggi accessibile anche dagli smartphone e tablet sia una valida risposta alla continua richiesta di aggiornamento.
Resta inalterato il rapporto con i pazienti cui è dedicato un servizio di risposte ad eventuali quesiti di natura comportamentale e fisiopatologica che ovviamente non si vuole sostituire al rapporto medico-paziente soprattutto per ciò che riguarda l’uso dei farmaci.

Ringrazio anticipatamente tutti i Collaboratori che con il loro libero contributo renderanno possibile la realizzazione di questo mio sforzo.

Prof. Giancarlo De Mattia