Da quanto detto risulta evidente l’importanza della terapia della dislipidemia, soprattutto nel soggetto diabetico che presenta un rischio decisamente aumentato di patologia aterosclerotica rispetto al soggetto non diabetico. A causa di tale elevato rischio, il diabete è considerato equivalente ad una pregressa patologia cardiovascolare nelle linee guida del National Cholesterol Education Program (NCEP) Adult Treatment Panel III (ATP III), e quindi la dislipidemia diabetica necessita di un trattamento aggressivo. Tutti i soggetti diabetici si dovrebbero sottoporre, almeno una volta l’anno, ad un profilo lipidico mediante il dosaggio dei livelli ematici di colesterolo totale, colesterolo-HDL, colesterolo-LDL e trigliceridi. I livelli ottimali di colesterolo negli adulti con diabete sono rappresentati da valori di LDL <100 mg/dl, HDL >45 mg/dl e trigliceridi <150 mg/dl e, secondo le linee guida NCEP ATPIII, con livelli di colesterolo-LDL >100 il paziente deve essere trattato (farmacologicamente). Il primo passo nel trattamento della dislipidemia diabetica è rappresentato dalla modificazione dello stile di vita, che consiste nella terapia dietetica, attività fisica e controllo del peso corporeo. Infatti, il calo ponderale e l’attività fisica comportano una riduzione della trigliceridemia e un aumento del colesterolo HDL, nonché una riduzione di entità modesta del colesterolo LDL. Per quanto riguarda la dieta, è particolarmente raccomandata una riduzione del colesterolo, che deve essere <200 mg/die (si devono prediligere gli alimenti di origine vegetale), una restrizione di acidi grassi saturi, cioè dei grassi di origine animale, e un aumento degli acidi grassi polinsaturi, cioè dei grassi di origine vegetale (es. olio di mais) (vedi tabella: composizione lipidica degli alimenti). Nel caso in cui la sola modificazione dello stile di vita non sia sufficiente a ridurre la colesterolemia, è consigliabile l’aggiunta di una terapia farmacologica.
I farmaci ipocolesterolemizzanti più utilizzati per il raggiungimento della concentrazione ottimale di colesterolo LDL sono le statine. Nella maggior parte dei casi la statina dovrebbe essere somministrata inizialmente a un dosaggio moderato, che in molti pazienti consentirà di raggiungere l’obiettivo terapeutico. Dopo circa sei settimane di terapia farmacologica, se l’obiettivo non è stato raggiunto, la terapia ipocolesterolemizzante può essere intensificata aumentando la dose della Statina.
Concludendo, è importante che il paziente comprenda che un trattamento aggressivo della dislipidemia diabetica riduce il rischio di malattie cardiovascolari. La modificazione, in primo luogo, dello stile di vita e, successivamente, la terapia farmacologica, risultano essenziali per raggiungere tale obiettivo.


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