
Fig. 1 - CGMS

Fig. 2 - Glucoday

Figg. 3

Figg. 4 e 5
Un biosensore standard è formato da un compartimento reattivo contenente un enzima, la cui reazione chimica con il substrato genera un segnale elettrochimico. Il segnale trasmesso viene elaborato a sua volta da un processore e tradotto in un valore numerico che riflette la concentrazione della sostanza esaminata.
I biosensori, a seconda della reazione utilizzata, possono essere di 3 tipi: elettrochimici, ottici e calorimetrici. Attualmente i più utilizzati sono i sensori elettrochimici, che sfruttando la reazione enzimatica della glucosio-ossidasi, permettono la generazione di una corrente che viene captata da un elettrodo e convertita in concentrazione glicemica. I biosensori elettrochimici più utilizzati per il monitoraggio glicemico del soggetto diabetico sono il biosensore ad ago, con impianto transcutaneo, metodica utilizzata nel “CGMS” (fig.1), ed il biosensore enzimatico collegato al paziente dall’esterno mediante un piccolo catetere connesso ad una fibra di microdialisi, utilizzato nel Glucoday (fig. 2).
Il CGMS è un dispositivo che si porta appeso alla cintura ed è formato da un cavetto collegato ad un cateterino morbido in teflon impiantato nel sottocutaneo (fig.3). Sulla punta del catetere è collocato il sensore che registra la concentrazione di glucosio nei liquidi interstiziali che stanno fra una cellula e l’altra (la concentrazione del glucosio nei liquidi interstiziali è in equilibrio con quella del sangue). Le misurazioni avvengono ogni 10 secondi e l’apparecchio elabora ogni 5 minuti la media dei dati raccolti memorizzandoli nello strumento; i dati registrati nell’arco di tempo massimo di 72 ore vengono successivamente scaricati su un PC.
L’altra tecnica è quella utilizzata dal Glucoday, che dispone di un sensore enzimatico connesso ad una microfibra che viene inserita nel tessuto sottocutaneo della zona periombelicale attraverso un’ agocannula; la microfibra viene perfusa per tutta la durata del monitoraggio con liquido fisiologico a velocità costante attraverso una micropompa (fig.4). Lo strumento, in cui alloggia il biosensore, viene invece posto in un marsupio ed indossato dal soggetto che, in questo modo, è solo minimamente limitato nelle sue attività quotidiane. La glicemia viene misurata ogni secondo e ne viene fatta una media ogni 3 minuti; inoltre lo strumento dispone anche di un display che permette di leggere in tempo reale i valori glicemici così misurati. Il Glucoday è in grado di monitorare i livelli glicemici per un periodo di 48 ore (fig.5) e si è dimostrato particolarmente utile nello svelare episodi di ipoglicemia asintomatici prevalentemente notturni e di iperglicemia postprandiale.


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